Quando parliamo, facciamo spesso ricorso alle cosiddette “parole deboli”.
Sul mio canale YouTube c’è un video dedicato al tema “parole deboli”.
Le parole deboli sono costituite da verbi, sostantivi, aggettivi e avverbi che non prevedono una reale presa d’impegno e sono molto dannose per due ragioni in particolare:
- influenzano il tuo interlocutore
- condizionano chi le produce
Prendiamo, per esempio, il verbo “pensare” nell’accezione di “credere qualcosa”.
Immagina di essere in un ristorante gourmet, di aver ordinato un piatto particolare e costoso e di avere là presente il cuoco a descriverne la prelibatezza.
Come ti sentiresti se lo chef, magari super stellato, dopo aver decantate le qualità del piatto, terminasse con un “penso sia buono”?
Saresti ancora convito di stare per gustare una pietanza deliziosa?
Probabilmente un dubbio s’insinuerebbe nella tua mente, quello di star pagando molto un piatto che “forse” è buono, proprio perché lo stesso creatore della ricetta “pensa” che lo sia, ma non mostra di esserne convinto del tutto.
Il verbo “pensare” rientra tra le parole deboli
La formula “penso che” non mostra convinzione, né tanto meno una presa di impegno.
Facciamo alcuni esempi classici del suo utilizzo:
- penso che riprenderò a fare palestra
- penso che mi metterò a dieta
- penso che studierò di più
Ti sarà capitato di pronunciare queste frasi! E diciamoci la verità, non hai mai portato a termine tali promesse, nonostante avessi tutte le buone intenzioni di farlo.
Sai perché? Perché la formula “penso che” non prevede nessuna reale presa di impegno e di responsabilità.
Come trasformare questa formula debole in una formula potenziante?
Riformuliamo le frasi precedenti utilizzando una formula potenziante:
- riprenderò a fare palestra (aggiungi una data, per es. Lunedì)
- mi metterò a dieta (contatta subito un dietologo)
- studierò di più (fai un piano, applica gli SMART GOAL)
Come vedi, basta usare il verbo al futuro per cambiare l’effetto della frase e, ciliegina sulla torta, passare immediatamente all’azione.
Passare all’azione è l’unico modo per poter definitamente eliminare l’ansia e la paura del cambiamento.
Quali sono le altre parole deboli?
Ecco alcuni esempi di parole deboli
verbi: potere, cercare, pensare di…
verbi al condizionale: dovrebbe, potrebbe…
avverbi: forse, sicuramente (se sei sicuro non c’è bisogno di dirlo), probabilmente…
Ora che il concetto ti è chiaro, puoi divertirti a completare questa lista nei commenti ??
Davvero non dobbiamo mai usare le parole deboli?
No, certo che puoi usarle. Non ci sono mai leggi fisse in comunicazione. Ogni regola può essere tradita e personalizzata a secondo dei casi.
All’ospite chiedo “potrei avere un bicchier d’acqua”, per esempio, e in questo trovo nulla di sbagliato.
Per esperienza, ti dico che spesso dietro l’uso di parole deboli si nasconde una non volontà di mettersi in discussione e prendersi le proprie responsabilità.
Le parole deboli portano anche alla continua lamentela e alla tanto famosa quanto deleteria procrastinazione.
Si tratta solo di avere attenzione e buon senso.



