Public speaking per timidi e introversi

Public speaking per timidi e introversi

Che tu sia una persona timida o una persona introversa, puoi imparare l’arte del public speaking e diventare speaker eccellente

Parlare in pubblico per timidi e introversi è anzi una grande possibilità di crescita personale.

In questo articolo troverai 4 consigli pratici ed indispensabili, una vera e propria guida pratica al parlare in pubblico.

Procediamo per gradi. 

 

Qual è la differenza tra timidezza e introversione?

La timidezza e l’introversione sono due caratteristiche differenti:

  • l’essere timidi porta ad essere tendenzialmente insicuri e ansiosi, a mettersi al sicuro in un angolo lontano dal giudizio altrui
  • l’essere introversi invece significa prediligere situazioni con poche persone, principalmente con una stretta cerchia di amici, evitando situazioni affollate e nuove. 

 

Un percorso di public speaking per timidi e introversi

La paura la si vince esponendosi, con cautela, alla paura stessa. Fare un’esperienza di public speaking, soprattutto con il supporto di un coach esperto, dà la possibilità di allargare la zona di comfort. Questo avrà risvolti positivi anche nella vita reale. Al contrario, la comfort zone tenderà a restringersi sempre di più.

La comfort zone è quella zona dove ci si sta bene, ma non benissimo e si restringe sempre di più

Perché timidi e introversi possono diventare buoni speaker?

Per timidi e introversi, l’affrontare un discorso in pubblico potrebbe sembrare un momento insormontabile, perché fare public speaking crea ansia e paura.

In realtà, timidi e introversi si contraddistinguono per tre qualità peculiari che, una volta individuate e allenate, diventano punti di forza per un buon approccio nel public speaking.

Seguimi bene.

 

Timidi e introversi sono ottimi ascoltatori

L’ascolto. Per indole, la persona timida o introversa parla poco e dedica molto spazio all’ascolto attivo. Di fatto, il saper ascoltare senza giudizio è una delle chiavi  fondamentali sia per costruire un discorso in pubblico sia per creare una relazione costruttiva con chi ascolta.

Il centro dell’attenzione nel public speaking infatti non è chi parla, ma il pubblico.

Un bravo oratore si prende cura della sua audience, la guida, le porta informazioni, non è un divertente intrattenitore in cerca di approvazione.  

 

Timidi e introversi dedicano tempo alla preparazione di un discorso

La preparazione. Tendenzialmente, timidi e introversi sono persone scrupolose: sanno che la preparazione è importante. A differenza dell’estroverso o dell’egocentrico, che si lancia nelle nuove situazioni senza pensarci troppo, l’introverso e il timido dedicano attenzione e tempo nello studio di nuove competenze. Nel lungo termine, ciò che emerge è un lavoro di qualità.

 

Timidi e introversi sono speaker originali

L’unicità. Essere al centro dell’attenzione come avviene durante un intervento in pubblico, per una persona timida o introversa è il momento in cui la propria fragilità viene messa sotto un riflettore. Averne il timore è ok. Se hai paura della ribalta e dei riflettori puntati addosso, accetta questo sentimento, riconoscilo e lavoraci su. Condividi le tue emozioni. Ciò che viene messo in luce è in realtà la tua unicità, la tua autenticità. Con essa il pubblico si riconosce, la ammira. Non solo: il coraggio con il quale hai affrontato e preparato il tuo discorso diventa un esempio per chi ti ascolta.  E poi ricorda: it’s not about you, but about them – non si tratta di te, ma di loro. È su di loro che devi spostare la tua attenzione.

Ed ecco 6 domande che ti aiuteranno a tenere l’attenzione rivolta verso il pubblico:

  1. Come posso fare per convincerli, per persuaderli?
  2. Di quali elementi hanno bisogno?
  3. Cosa li blocca?
  4. Come posso aiutarli?
  5. Cosa posso fare di più che non abbia già fatto?

Impara a pensare e comunicare da leader.

 

Come può un coach aiutarti a superare la timidezza quando parli in pubblico?

Ascolto, preparazione e unicità. Nel mio lavoro come coach di public speaking sono questi i primi tre elementi che vado a portare in rilievo se sei una persona timida o introversa. È un lavoro di scalpello: ognuno ha un suo valore, una sua unicità.

Come per una scultura, si toglie il superfluo per dare forma alla migliore essenza della persona.

Lavorare con un public speaking coach ti permette di raggiungere risultati elevati e in poco tempo, ma dato che sei arrivat* a leggere fin qui, ho pensato di regalarti dei pratici suggerimenti – come sempre.

 

4 tecniche di public speaking per timidi e introversi

1 Prova il discorso ad alta voce

Registrati per poterti riascoltare oppure chiedi a qualcun altro, che sia di fiducia e soprattuto di supporto, di ascoltarti e di restituirti un riscontro. Si tratta di un surrogato del pubblico: collaudare il discorso prima di un evento, aiuta a ridurre l’ansia e a sentirsi più sicuri.

2 Fatti una scaletta dello speech

Mettere in fila in modo lineare il tuo discorso ti aiuterà a procedere con sicurezza durante l’esposizione e consentirà al pubblico di seguirti con facilità. Inoltre, ti sarà utile per non dover memorizzare l’intero discorso: più ti eserciti a dire lo stesso concetto con termini differenti più sarai capace di riprendere il filo in ogni momento. Non solo una fatica in meno, ma anche una maggior coerenza emotiva con ciò che viene detto. 

3 Prendi contatto con il corpo 

Il modo più veloce per cambiare lo stato emotivo è cambiare lo stato del corpo. Rilassa il corpo e subito anche i tuoi pensieri si adatteranno alla nuova condizione. Prima di un intervento, prenditi uno spazio di tempo per te: scuoti le mani, le braccia, ruota sul bacino. Possono sembrare movimenti strani, ma aiutano a far circolare di più il sangue e a mostrare più energia. In piedi, oscilla avanti e indietro portando il peso dai talloni alla punta delle dita: non appena ti fermerai, ti sentirai più radicato al suolo, presente con ogni muscolo. Anche senza dire nulla, il tuo corpo parlerà per te dicendo “io ci sono”. 

4 Respira profondamente

Un altro modo per mantenere la calma durante una presentazione è quello di fare dei respiri profondi prima di iniziare a parlare. Inspira ed espira con il naso, così da riscaldare il diaframma e avere una maggiore resistenza nell’esposizione. Parlare è un atto fisico, non solo intellettuale: allenare il corpo è importante tanto quanto esercitare la mente. 

 

Un buono speaker rifugge la trappola della perfezione

Le persone timide ed introverse sono spesso vittime dell’estenuante ricerca della perfezione. Come amo ripetere nel mio podcast Parola di Life Coach, la perfezione non è un traguardo, ma una direzione. Ad un certo punto dovrai accettare il fatto di “essere pronto” e, come fa un attore il giorno della prima, muovere il tuo passo sul palcoscenico.

Ora non hai più scuse.

 

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